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Tumblelog di Amal.

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Dec
18th
Thu
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E invece…

Ho appena realizzato di non aver capito nulla di Gozzano.

I ricordi -tutt’altro che remoti- di quell’unico esame di letteratura italiana della mia carriera universitaria l’avevano relegato in un angolo polveroso della mia memoria, ammonticchiato in un posto imprecisato tra i futuristi strampalati e l’imponente Pasolini con su l’etichetta di poeta grigio e malinconico, ma di quella malinconia insopportabilmente indolente.

Ma devo essermi sbagliata. Ho appena letto  un Gozzano fresco, malandrino e divertito, fine e fino osservatore. Perfino un po’ malizioso.

E che nostalgia di quella femminilità di velette e guanti…e confetterie…

Grazie a Marina per aver riproposto questa poesia, ottima scelta!