Nov
23rd
Sun
23rd
Pur essendo povero ho un idea decisamente romantico-francescana dei poveri. L’ardito (quanto inappropriato) neologismo era per dire che da sempre associo alla parola poveri senso di misura, dignità, intelligenza ,sobrietà e financo eleganza. Credo che questo modo di vedere mi derivi dalle troppe estati trascorse in campagna, in Marocco, con compagni di gioco figli di contadini. Non c’era né la televisione né l’acqua corrente e se capitava mi fermavo a mangiare a casa di qualcuno dei miei amichetti spesso e volentieri il pasto era a base di tè alla menta e pane di granoturco. Per quanto la location e il menù e possano sembrare spartani vi assicuro che i sorrisi di chi lo offriva, il raro senso di ospitalità e l ‘evidente gioia nel condivedere erano un companatico che ho poi inutilmente cercato anche in mense e dispense di gran lunga meglio rifornite.[…]
— “Beati i poveri perché non inquinano” (M. Malih), reperibile qui