9th
[…]Esistono i confini e non sempre sono luoghi di passaggio che si attraversano in un attimo. Spesso sono luoghi in cui si resta, in cui si abita, in cui ci si ritrova o si decide di stare.
Il confine è un luogo che si trova tra due mondi, un luogo con un sacco di finestre per guardare e parapetti bassi, da cui è possibile saltare di qua o di là da un momento all’altro. E’ un luogo pericoloso, il confine, un luogo che ti fa sentire straniero, escluso, rifiutato e solo comunque, un luogo che ti toglie l’identità e ti appanna la vista.
Ma è anche un luogo che ti permette di scegliere con criterio, il confine. Chi non ci passa – e non ci sosta – è destinato alla vita che ha o a quella che ha scelto impulsivamente in un solo momento, seguendo un istinto fugace. […]
I confini, già…i confini…
“Khadija e il sogno-miraggio di un Islam perfetto”, reperibile qui