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Tumblelog di Amal.

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Jun
25th
Wed
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Perchè quando ho i tuoi piedi tra le mani socchiudo gli occhi, rimanendo sospesa tra il sogno e la veglia, percorrendo con immagini sempre differenti le strade che avrai percorso, i viaggi che sulla pianta hai impresso passo dopo passo, una cartografia di memoria e follia tesa su cui passeggio. Mentre le mie dita ti massaggiano penetrando dolcemente nella carne, percepisco la tua stanchezza, il ritmo del tuo tempo scandito in passi, il calore sotto ai tuoi piedi e la terra che manca, sotto ad essi. Mi chiedo dei tuoi talloni di Achille, del tuo slancio prima di un grande salto, del timore e del brivido prima della caduta, della rapidità verso un treno da non perdere, e della lentezza incontro ad un bacio da tenere per tutto il tempo del viaggio. I tuoi piedi tra le mie mani, sono come pagine aperte che leggo sotto i miei polpastrelli delicati e curiosi, mentre l’aria si inebria di schiuma e olii essenziali. Leggera l’unghia, ed è un lieve sorriso, come quando da bambini per un solletico le risate si facevano fragorose. Di quali segreti cammini e vicoli potrei percepire la memoria epidermica raccolta in pieghe e segni sulla pelle? Di quali voli si sono alleggeriti per staccarsi da terra e planare in desideri, di quali tristezza si sono invece caricati fino a sprofondare sulla terra.
Il sapore della terra che indossi è una linfa trasmessa dai tuoi passi ai miei gesti, silenziosamente. Scivolo così delicatamente succhiando emozioni senza parole. Sui tuoi piedi premo più forte, come se tutta la mia energia dal cuore fluisse decisa e libera fino alla punta delle mie dita, come fosse il tappeto di un ring, o quasi aggrappandomi come scoglio tra le onde. Le mie dita: vorrebbero scorrere come tempo sui tasti di un pianoforte, vorrebbero inseguire come l’indice tremante sull’orizzonte, ma attento come sulle ultime righe di un romanzo incompiuto. E impasto creme tra le dita, senza più distinguere con certezza dove finisce la mia pelle ed inizia la tua.
—   I piedi tra le mani, tratto da qui