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Dopo nove mesi di lavori è pronta la Carta di Roma, il codice etico che i giornalisti dovranno seguire nel trattare di immigrati, rifugiati politici, richiedenti asilo. La proposta di elaborarla fu lanciata da Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, all’indomani del linciaggio mediatico del tunisino Azouz Marzouk per la “strage di Erba”, in realtà compiuta, come si scoprì rapidamente, da una coppia di italiani. […]
La Carta di Roma è una sorta di testo unico di principi deontologici già sanciti in numerose convenzioni internazionali e dalla Costituzione, accompagnati da una serie di ‘raccomandazioni’, per la maggior parte già, almeno sul piano teorico, unanimemente condivise dalla categoria: per esempio, evitare di basarsi sui pregiudizi, non pubblicare informazioni che possano mettere a rischio la sicurezza dei rifugiati e dei loro familiari, adottare la terminologia corretta evitando, per esempio, di usare a sproposito termini quali ‘clandestino’.[…]
Possono raccomandazioni di questo genere trasformarsi in un limite alla libertà di stampa?[…]
La Carta di Roma è un supporto al giornalismo, al buon giornalismo. E dunque un servizio al cittadino-lettore. Non impedisce agli xenofobi di manifestare il loro pensiero. Tenta di porre un argine alle mistificazioni. Se, per esempio, s’intende sostenere che un certo gruppo etnico commette più reati, si citino i dati a sostegno della tesi. Ma si eviti di scegliere accuratamente, tra le notizie negative, proprio quelle che riguardano quel gruppo etnico escludendo altre notizie, identiche, che non lo riguardano. Si evitino le discriminazioni occulte, indirette, subliminali. Naturalmente, chi vorrà proseguire su questa strada potrà farlo[…]
Qui l’articolo completo: “Carta di Roma”, il codice etico contro la xenofobia dei media. 23 settembre 2007
Tratto dalla rubrica di Giovanni Maria Bellu “Gli altri noi”